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Libro Funzione Cognitiva e Attività Fisica nelle Patologie Neurodegenerative + Video Corso

Libro Funzione Cognitiva e Attività Fisica nelle Patologie Neurodegenerative + Video Corso

Il settimo manuale della Collana assume, come principio organizzatore, la distinzione tra esercizio generico ed esercizio dotato di complessità: è in quest’ultima categoria che si concentra la quota maggiore di beneficio cognitivo documentato.

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Funzione Cognitiva e Attività Fisica nelle Patologie Neurodegenerative

Interventi motori per supportare memoria, attenzione e funzione esecutiva nei senior.

La relazione tra attività motoria e funzione cognitiva nell’anziano è uno dei terreni di maggiore consolidamento scientifico degli ultimi decenni. Le evidenze neurofisiologiche, neurologiche e epidemiologiche convergono nel riconoscere al movimento un ruolo strutturale nel sostegno della plasticità cerebrale, delle funzioni esecutive e della riserva cognitiva, con effetti osservabili tanto nel soggetto sano quanto nel decadimento cognitivo iniziale.

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Alterazioni Strutturali e Funzionali

Atrofia ippocampale, riduzione della sostanza bianca, slowing of processing

Le alterazioni strutturali e funzionali del cervello anziano sono ampiamente documentate da studi di neuroimaging longitudinali.

L’atrofia ippocampale rappresenta uno dei marcatori più precoci e sensibili dell’invecchiamento cerebrale: dopo i 60 anni si osserva una riduzione volumetrica media dello 0,5–1,5% annuo, con ulteriore accelerazione dopo i 70 anni.

Questa atrofia interessa in modo selettivo i subcampi ippocampali (CA1 e subiculum) ed è strettamente correlata al declino della memoria episodica (Vidal-Piñeiro et
al., 2025).

Declino dei domini cognitivi nell’anziano sano vs patologico

Nel soggetto anziano sano il declino cognitivo è generalmente selettivo e di entità modesta. Esso coinvolge prevalentemente i domini cognitivi “fluidi”, quali la velocità di elaborazione dell’informazione, la memoria di lavoro, le funzioni esecutive e la flessibilità cognitiva.

Al contrario, l’intelligenza cristallizzata (conoscenze semantiche, vocabolario e abilità apprese) rimane sostanzialmente preservata fino a età molto avanzate. Questo declino è lento, variabile tra gli individui e spesso compensato da un’elevata riserva cognitiva (Livingston et al., 2024).

Nel declino cognitivo patologico (Mild Cognitive Impairment – MCI – o demenza conclamata) si osserva invece un’accelerazione del deterioramento, frequentemente multidominio, con un impatto significativo sulle attività della vita quotidiana. Nell’MCI amnestico predomina un deficit marcato della memoria moria episodica, mentre nelle demenze vascolari e miste sono più evidenti i deficit attentivi-esecutivi e il rallentamento psicomotorio (Vidal-Piñeiro et al., 2025).

Setting ambulatoriale

Sessione supervisionata di training cognitivo-motorio dual-task (cammino + conteggio all’indietro).

Setting domiciliare

Esercizio funzionale personalizzato con il supporto del caregiver.

Gestione della fatigue durante trattamento attivo

Attività di gruppo adattata per pazienti con declino cognitivo.

Una fonte di conoscenza affidabile, esaustiva e professionale. 

Ruolo dei biomarcatori (opzionali) e neuroimaging nella stratificazione del paziente

Nei casi di Mild Cognitive Impairment atipico o dubbio diagnostico differenziale, l’integrazione con biomarcatori e neuroimaging consente una stratificazione prognostica più accurata.

I principali biomarcatori liquorali includono Aβ42, phospho-tau e Neurofilament

Light Chain (NfL). Sul piano di imaging, la risonanza magnetica cerebrale è l’esame di scelta per valutare l’atrofia ippocampale mediante la scala di Scheltens (Scheltens et al., 1992) e il carico di lesioni vascolari mediante la scala di Fazekas (Fazekas et al., 1987) per le white matter hyperintensities.

La PET con traccianti amiloide o tau è riservata a casi selezionati (Livingston et al., 2024).

Indice del Libro

  • 01 Fisiologia dell’invecchiamento cognitivo e meccanismi neuroprotettivi dell’esercizio fisico

  • 02 Alterazioni strutturali e funzionali: atrofia ippocampale, riduzione della sostanza bianca, slowing of processing

  • 03 Declino dei domini cognitivi nell’anziano sano vs patologico.

  • 04 Meccanismi neuroprotettivi dell’esercizio fisico

  • 05 Mappe decisionali: quando l’esercizio modifica la traiettoria di invecchiamento cognitivo

  • 06 Epidemiologia, burden e impatto socio-sanitario delle patologie neurodegenerative

  • 07 Dati globali e nazionali aggiornati (GBD 2021-2025, proiezioni 2030-2050)

  • 08 Malattia di Alzheimer e altre demenze

  • 09 Malattia di Parkinson e parkinsonismi

  • 10 Demenza vascolare e mixed dementia

  • 11 Mild Cognitive Impairment (MCI) come finestra di intervento.

  • 12 Costi diretti, indiretti e burden del caregiver

  • 13 Valutazione multidimensionale cognitiva e funzionale

  • 14 Strumenti di screening e assessment cognitivo

  • 15 Valutazione della capacità fisica e del rischio di caduta nel paziente con declino cognitivo

  • 16 Valutazione della fragilità, comorbilità e reserve cognitiva/motoria

  • 17 Ruolo dei biomarcatori (opzionali) e neuroimaging nella stratificazione del paziente

  • 18 Protocolli di valutazione integrata (tabella decisionale per setting ambulatoriale/ domiciliare/RSA)

  • 19 Meccanismi biologici dell’esercizio fisico sulla funzione cognitiva

  • 20 Fattori neurotrofici: BDNF, VEGF, IGF-1 e irisi

  • 21 Modulazione dell’infiammazione sistemica e neuroinfiammazione

  • 22 Miglioramento del flusso cerebrale, barriera emato-encefalica e clearance delle proteine patologiche

  • 23 Effetti epigenetici e mitocondriali dell’esercizio

  • 24 Dual-task e training cognitivo-motorio: basi neurofisiologiche

  • 25 Principi di prescrizione dell’esercizio fisico nel paziente con declino cognitivo

  • 26 Modello FITT-VP geriatrico adattato al declino cognitivo

  • 27 Tipologie di esercizio e priorità nel declino cognitivo

  • 28 Criteri di sicurezza, controindicazioni e monitoraggio del paziente fragile

  • 29 Strategie di progressione e aderenza nel paziente con declino cognitivo.

  • 30 Programmazione dell’esercizio nei diversi setting assistenziali

  • 31 Adesione al programma e follow-up

  • 32 Esercizi specifici per memoria, attenzione, funzioni esecutive e dual-task training

  • 33 Principi del cognitive-motor training

  • 34 Protocolli per memoria di lavoro ed episodica

  • 35 Training dell’attenzione selettiva e sostenuta

  • 36 Funzioni esecutive: pianificazione, flessibilità cognitiva e inibizione

  • 37 Dual-task training: progressione di complessità e trasferimento funzionale

  • 38 Tecnologie interattive per il training cognitivo-motorio: il SensoBuzz

  • 39 Personalizzazione dell’intervento secondo tipo di demenza, gravità, fragilità e comorbilità

  • 40 Algoritmi decisionali per la personalizzazione secondo tipo di demenza

  • 41 Approcci Avanzati, Monitoraggio, Aderenza e Prospettive Future

  • 42 Dual-task training cognitivo-motorio

  • 43 Allenamento propriocettivo e prevenzione cadute

  • 44 Tecnologie (wearables, tele-riabilitazione, realtà virtuale)

  • 45 Modello di lavoro multidisciplinare

  • 46 Monitoraggio dei progressi e metriche di outcome

  • 47 Strategie evidence-based per migliorare l’aderenza

  • 48 Ricerca emergente e prospettive future

  • 49 Caso 1 - Tumore della mammella in trattamento adiuvante (fatigue + linfedema)

  • 50 Caso 2 - Tumore della prostata in ADT (sarcopenia + rischio fratture)

  • 51 Caso 3 - Tumore del polmone post-chirurgico (dispnea + decondizionamento)

  • 52 Caso 4 - Neoplasia ematologica con polineuropatia

  • 53 Caso 5 - Fragilità severa con comorbilità multiple

  • 54 Esempi di esercizi pratici adattati

  • 55 Monitoraggio, sicurezza e gestione delle riacutizzazioni

  • 56 Monitoraggio clinico e funzionale

  • 57 Criteri di sicurezza e controindicazioni

  • 58 Gestione delle riacutizzazioni durante l’esercizio

  • 59 Tele-riabilitazione: evidenze, indicazioni e limiti

  • 60 Strategie di adesione e mantenimento a lungo termine

  • 61 Casi clinici: applicazioni pratiche integrate

  • 62 Integrazione multidisciplinare e prospettive future

  • 63 Ruolo del team multidisciplinare nella gestione geriatrica

  • 64 Integrazione tra riabilitazione respiratoria e gestione delle comorbilità

  • 65 Emerging technologies e intelligenza artificiale nella riabilitazione respiratoria

  • 66 Raccomandazioni per l’implementazione clinica e formazione continua

  • 67 Ruolo del caregiver nella tele-riabilitazione

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Interventi Motori per Supportare Memoria, Attenzione e Funzione Esecutiva nei Senior

Il più alto livello di Formazione dalla Scienza alla Pratica

144

Pagine

10

Capitoli

88

Riferimenti Bibliografici

Autore

Tra i massimi esperti nel campo della Ginnastica per Anziani.

Riccardo Barigelli Calcari

Riccardo Barigelli Calcari

Chinesiologo, Diplomato ISEF e Laureato in Scienze Motorie, con indirizzo in Attività Motoria Preventiva e Adattata, ha perfezionato la propria formazione con Master in "Metodologia dell'Allenamento", "Scienza, Tecnica dello Sport e del Fitness", "Posturologia Clinica" e percorsi post lauream in ambito pedagogico-educativo. È Direttore Scientifico del Dipartimento «Ginnastica per Anziani. Attività Motoria Adattata per l'Invecchiamento. Unità di Ricerca per la Gerontologia» presso Scienze Motorie. Docente di Educazione Fisica, si occupa di prevenzione, postura, rieducazione e riatletizzazione nel soggetto adulto e anziano. In ATS è autore, speaker e docente.

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Domande Frequenti

Libro Funzione Cognitiva e Attività Fisica nelle Patologie Neurodegenerative + Video Corso

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