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Cos’è la sarcopenia e come si misura

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Qualità del Miglioramento vs Qualità della Composizione Corporea La “qualità del miglioramento” si riferisce alla tipologia delle variazioni dei livelli di massa magra e massa grassa. Esprime un concetto dinamico della composizione corporea. La “qualità della composizione corporea” si riferisce ai livelli di massa magra e massa grassa che determinano il peso corporeo, ma senza […]

Cos’è la sarcopenia e come si misura
14 maggio 2021

Qualità del Miglioramento vs Qualità della Composizione Corporea

La “qualità del miglioramento” si riferisce alla tipologia delle variazioni dei livelli di massa magra e massa grassa. Esprime un concetto dinamico della composizione corporea.
La “qualità della composizione corporea” si riferisce ai livelli di massa magra e massa grassa che determinano il peso corporeo, ma senza alcun riferimento al processo di miglioramento o peggioramento; rappresenta una constatazione di fatto della distribuzione compartimentale del peso corporeo, un concetto statico e assoluto della composizione corporea.

In virtù di ciò, “qualità della composizione corporea” e “qualità del miglioramento” non sono due entità che procedono sempre di pari passo e potrebbero evolversi in maniera non lineare tra loro; esempio: un individuo che migliora la propria composizione corporea attraverso un miglioramento di 1° livello (vedi casistica “A”) non necessariamente raggiunge anche una “qualità di composizione corporea” superiore a colui che invece ha conseguito una “qualità di miglioramento” inferiore.

Come si evince dall’illustrazione, il soggetto “A” incrementando i livelli assoluti (kg) di massa magra e riducendo contemporaneamente quelli di massa grassa raggiunge un miglioramento qualitativo di 1° livello, ma la “qualità di composizione corporea” conseguita è inferiore rispetto a quella raggiunta dal soggetto “B” nonostante quest’ultimo abbia riportato una “qualità di miglioramento” inferiore rispetto al soggetto “A”.

In base a ciò il soggetto “A” ha ottenuto un successo maggiore nel processo di miglioramento della sua condizione di forma fisica rispetto al soggetto “B” anche se l’esito finale di tale miglioramento è una “qualità di composizione corporea” inferiore a quella riportata dal soggetto “B”.

In sostanza il soggetto “A” riporta valori inferiori di massa magra (kg) e livelli superiori di massa grassa (kg) rispetto al soggetto “B”, nonostante abbia conseguito maggiori miglioramenti del soggetto “B” tra una condizione di composizione corporea e una successiva.

Analisi della Composizione Corporea

L’analisi della composizione corporea è essenziale in quanto permette di sapere come è distribuito qualitativamente il peso corporeo. Ma se si vogliono avere informazioni sugli esiti del programma in corso, e cioè se funziona e quanto rispetto agli obiettivi prefissati, è necessario valutare quali modificazioni massa magra e massa grassa subiscono in due momenti distinti, tra una condizione di composizione corporea e un’altra (precedente o successiva).
Senza tale raffronto non è possibile conoscere l’indice dinamico (miglioramento o peggioramento) del suo evolversi.

Composizione Corporea e Salute

Per quanto il primum movens verso il miglioramento della composizione corporea abbia finalità prettamente estetiche (esempio: essere più “tonici” e “definiti”), indissolubilmente a esse si accompagnano modificazioni metaboliche, ormonali, e immunitarie che migliorano sensibilmente lo stato di salute della persona.

Miglioramento estetico e salute viaggiano sempre e comunque a braccetto

Mi spiego meglio: un peggioramento della composizione corporea si accompagna sempre a una perdita dello stato di salute; tanto più peggiora la composizione corporea tanto più viene compromesso lo stato di salute.

Per peggioramento della composizione corporea ci si riferisce a 3 condizioni:

  • perdita di massa magra e contemporaneo aumento della massa grassa (trend che predispone all’obesità sarcopenica);
  • sola perdita di massa magra;
  • solo aumento della massa grassa.

Non è possibile osservare un miglioramento dello stato di salute in concomitanza di un peggioramento della composizione corporea, così come non è possibile osservare un peggioramento dello stato di salute in corrispondenza del miglioramento della composizione corporea.

Se si è in grado di migliorare gli aspetti quantitativi di massa magra e massa grassa, attraverso i più appropriati stili nutrizionali e di attività fisica, si è altresì in grado di fortificare la salute; in tal modo è possibile abbattere notevolmente il rischio per le patologie croniche, patologie neurodegenerative e mortalità prematura.

Ma per capire come ciò sia possibile bisogna andare oltre la visione tradizionale e antiquata del muscolo scheletrico quale organo necessario al solo fine della locomozione e movimento; e lo stesso bisogna fare in riferimento al tessuto adiposo e cioè non concepirlo più come compartimento passivo deputato al solo immagazzinamento di energie extra sotto forma di grassi.
Muscolo scheletrico striato e tessuto adiposo sono organi endocrini veri e propri e cioè in grado di secernere sostanze ad attività ormonale in grado di influenzare il metabolismo di altri organi e apparati.

Se farai tuoi i concetti che seguiranno, d’ora in poi, non ti limiterai a percepire nutrizione e allenamento solo come strumenti finalizzati a ritrovare una ottimale forma fisica, ma come “armi” in grado di rivoluzionare il metabolismo e il sistema immunitario schermandoti verso le patologie croniche e conquistando un stato di salute eccelso e longevo.

La manipolazione della sfera nutrizionale e d’attività fisica consente di impattare notevolmente lo stato di salute, in maniera negativa o positiva; ciò dipende da come essi vengono gestiti.

Da ciò che verrà esposto si capiranno due cose fondamentali:

  • preservare la massa muscolare (e tanto meglio aumentarla) e perdere massa grassa significa conquistare un elevato livello di salute;
  • coloro che impostano il raggiungimento dei propri obiettivi solo sulla perdita di peso e non sul miglioramento della composizione corporea, compromettono il proprio stato di salute quando la perdita è a carico della massa magra/muscolare.

Perdita di Massa Muscolare e Perdita di Salute

La massa muscolare striata scheletrica è un organo fondamentale per il movimento e la locomozione, il mantenimento della postura e altre importanti funzioni, come quella endocrina antinfiammatoria che verrà descritta.

D’altra parte la massa muscolare è il più grande tessuto metabolicamente attivo del corpo. Un ruolo a essa poco riconosciuto, ma di importanza critica è quello di regolatore del metabolismo energetico e proteico nel processo di comunicazione incrociata con gli altri organi.

Infatti al di là delle importanti funzioni sopra citate, il muscolo scheletrico è il sito d’elezione per l’utilizzazione del glucosio e altresì una ricca riserva di carburante energetico (esempio: attraverso il rifornimento epatico di aminoacidi per sostenere la gluconeogenesi) per gli altri organi quando il corpo va incontro ad elevate richieste energetiche (esempio: ipermetabolismo indotto da forti stress di varia natura) o quando l’approvvigionamento energetico risulta scarso (esempio: digiuno, condizioni patologiche, etc.).

Il muscolo scheletrico è, dunque, importante in caso di malattie per il suo duplice ruolo:

1) Bilanciamento delle richieste metaboliche di altri organi.
2) Produzione di energia.

Durante condizioni di malattia il mantenimento della massa muscolare, attraverso esercizio fisico e corretto stile nutrizionale, risulta fondamentale per una migliore efficienza organica e recupero. Purtroppo è un aspetto molto trascurato anche per la intrinseca difficoltà di eseguire esercizio fisico in tali contingenze.

La perdita di massa muscolare può essere la conseguenza della disregolazione metabolica dovuta ad alcune patologie (cancro, patologia renale cronica, patologia polmonare cronico-ostruttiva, ustioni, distrofia muscolare, sepsi, patologie autoimmuni, etc.), di inattività fisica e malnutrizione.
Ma a sua volta è anche causa di gravi condizioni: si riduce in modo importante la riserva di aminoacidi e “miochine” che servono per combattere malattie, processi infiammatori, infezioni; si incappa nel fardello della sarcopenia a cui è associata elevata morbidità e mortalità (Argilés et al., 2016; Rudrappa et al., 2016).

Cos’è la Sarcopenia?

Con la parola sarcopenia (dal greco sarx = carne e penia = perdita) ci si riferisce alla perdita di massa muscolare. Secondo il NHANES (the National Health And Nutrition Examination Survey) per misurare la presenza e il grado di sarcopenia bisogna far riferimento all’SMI (Skeletal Muscle Index) e cioè all’indice di massa muscolare scheletrica (Janssen et al., 2002).

Come si Misura?

L’SMI è dato da: massa muscolare scheletrica/peso corporeo x 100.
La media dell’SMI e le deviazioni standard di riferimento, per la valutazione della presenza di sarcopenia e del suo livello, sono state calcolate dal NHANES su persone di età compresa tra 18 e 39 anni.

Media SMI e deviazioni standard per soggetti di sesso maschile: 42,5% ± 5,5%.
Media SMI e deviazioni standard per soggetti di sesso femminile: 33,1% ± 5,5%.

No sarcopenia:

se l’SMI è superiore di una deviazione standard rispetto alla media sesso-specifica calcolata per i giovani adulti di età 18-39 anni.

Sarcopenia di Classe I:

se l’SMI è compreso tra una e due deviazioni standard al di sotto della media sesso-specifica calcolata per i giovani adulti di età 18-39 anni.

Sarcopenia di Classe II:

se l’SMI è al di sotto di due deviazioni standard rispetto alla media sesso-specifica calcolata per i giovani adulti di età 18-39 anni.

Uno dei maggiori problemi legati alla sarcopenia è la perdita di forza muscolare con conseguente compromissione funzionale che predispone alla disabilità.
Modeste perdite di massa muscolare non determinano compromissione funzionale e disabilità, ma se queste progrediscono fino a far conseguire valori di SMI del 30% inferiori rispetto alla media calcolata per i giovani adulti (età 18-39 anni), vi è una incrementata probabilità che le abilità funzionali possano essere compromesse.
Infatti la sarcopenia di Classe II è associata, soprattutto nelle donne, a una incrementata compromissione funzionale e disabilità.

Per compromissione funzionale si intende la limitazione in prestazioni di mobilità (esempio: camminare, salire le scale, etc.).
Per disabilità fisica si intendono problemi legati all’esecuzione di attività quotidiane (esempio: fare la spesa, eseguire piccoli lavori domestici).

Compromissione Funzionale

Difficoltà:

  • camminare per 400 metri;
  • salire 10 scalini;
  • sollevare o trasportare 4,5 kg;
  • fermarsi/accovacciarsi/inginocchiarsi;
  • alzarsi dalla sedia.

Incapacità di:

  • camminare per 152 metri,
  • sollevarsi per 5 volte dalla sedia,
  • eseguire il tandem stand (stare in piedi, per 10 secondi, con il tallone di un piede immediatamente al davanti del piede arretrato).

Disabilità Funzionale

Difficoltà per:

  • eseguire le faccende domestiche;
  • preparare i pasti.

Aver bisogno di aiuto per:

  • i bisogni della cura personale;
  • le necessità quotidiane.

Per l’EWGSOP (European Work Group on Sarcopenia in Older People) la sarcopenia è definita da perdita di massa muscolare in contemporanea alla perdita di forza muscolare (Cruz-Jentoft et al., 2010); più precisamente:

  • la perdita di massa muscolare definisce la pre-sarcopenia;
  • la sarcopenia si caratterizza dalla perdita di massa muscolare insieme alla perdita di forza oppure di efficienza fisica;
  • la sarcopenia severa si struttura quando esistono contemporaneamente tre condizioni:1) perdita di massa muscolare;
    2) perdita di forza;
    3) perdita di efficienza fisica.

Conseguenze della Sarcopenia

La sarcopenia rappresenta l’anticamera per la “fragilità”.
La fragilità è definita come una “sindrome biologica” legata all’invecchiamento e caratterizzata da un decremento delle riserve biologiche per un declino di più sistemi fisiologici che lasciano l’individuo con un elevato rischio di sviluppare conseguenze negative (ospedalizzazione, disabilità, morte) in concomitanza di fattori stressogeni. La fragilità e la sottostante sarcopenia sono stati riferiti come indici prognostici per: atrofia muscolare, disabilità, deterioramento metabolico, rallentato processo di guarigione dalle ferite e post chirurgico, lenti processi di recupero da malattie, morte.

La debolezza muscolare che fa seguito a sarcopenia e fragilità porta a un elevato rischio di cadute, fratture, ospedalizzazione, diminuzione della qualità di vita.
Inoltre, la perdita di massa muscolare associata alla sarcopenia e alla fragilità porta a un importante incremento dei costi per interventi sanitari.

Si è visto che chi è affetto da fragilità ha un costo sanitario di circa 1917 euro in più ogni 3 mesi rispetto a chi non lo è.
Riconoscere la sarcopenia vuol dire poter intervenire tempestivamente.

Prevenire la sarcopenia attraverso un’azione integrata di esercizio fisico vigoroso indirizzato all’ipertrofia e approccio nutrizionale adeguato significa (Argilés et al., 2016):

  • migliorare lo stile di vita;
  • azzerare l’elevata morbidità e mortalità associate all’importante e invalidante perdita di massa muscolare;
  • migliorare i processi di guarigione;
  • avere più energie a disposizione per il sistema immunitario in caso di malattia;
  • ridurre i costi della sanità.

Bibliografia

  1. Argilés JM, Campos N, Lopez-Pedrosa JM, Rueda R, Rodriguez-Mañas L. Skeletal Muscle Regulates Metabolism via Interorgan Crosstalk: Roles in Health and Disease. J Am Med Dir Assoc, 2016; 17(9):789-96.
  2. Cruz-JentoftAJ,BaeyensJP,JürgenM.Bauer,BoirieY,CederholmT,LandiF, Martin FC, Michel JP, Rolland Y, Schneider SM, Topinková E, Vandewoude M, Zamboni M. Sarcopenia: European consensus on definition and diagnosis. Report of the European Working Group on Sarcopenia in Older People. Age Ageing, 2010; 39(4): 412–423.
  3. Janssen I, Heymsfield SB, Ross R. Low relative skeletal muscle mass (sarcopenia) in older persons is associated with functional impairment and physical disability. J Am Geriatr Soc, 2002; 50(5):889-96.
  4. Rudrappa SS, Wilkinson DJ, Greenhaff PL, Smith K, Idris I, Atherton PJ. Human Skeletal Muscle Disuse Atrophy: Effects on Muscle Protein Synthesis, Breakdown, and Insulin Resistance—A Qualitative Review. Front Physiol, 2016; 7:361.

Articolo tratto dal libro Nutrizione Funzionale

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