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Plicometria e composizione corporea

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Il termine plicometria (plica cutanea o pannicolo adiposo) si riferisce alla misura dello spessore di una piega della cute e del tessuto adiposo sottocutaneo, sollevata in punti del corpo standardizzati. Data la relazione fra il grasso sottocutaneo e il grasso corporeo totale, si ritiene che il risultato della misura delle pliche sia un buon indicatore […]

Plicometria e composizione corporea
21 aprile 2021

Il termine plicometria (plica cutanea o pannicolo adiposo) si riferisce alla misura dello spessore di una piega della cute e del tessuto adiposo sottocutaneo, sollevata in punti del corpo standardizzati. Data la relazione fra il grasso sottocutaneo e il grasso corporeo totale, si ritiene che il risultato della misura delle pliche sia un buon indicatore della densità corporea totale.

 

Lo spessore del pannicolo adiposo varia con l’età, il sesso e l’etnia. Le equazioni che associano i valori delle pliche sottocutanee al grasso corporeo totale sono sviluppate utilizzando modelli di regressione, considerando come variabili dipendenti i valori di densità, massa grassa e massa magra, valutati su base densitometrica e, come variabili indipendenti, le pliche o la somma delle stesse. Nessun singolo pannicolo, da solo, risulta essere un buon predittore della massa grassa, ed è quindi necessario considerare l’insieme di determinati pannicoli per ottenere valori elevati di correlazione nello sviluppo delle equazioni. Vediamo di cosa si tratta nello specifico.

 

Equazioni per il Calcolo della Massa Grassa

Esistono numerosissime equazioni popolazione-specifiche per predire la FM% (Fat Mass in inglese, ovvero massa grassa) o la densità corporea BD (Body Density) partendo da varie combinazioni di pliche, circonferenze e diametri ossei (Durnin e Womersley, 1974; Jackson e Pollock, 1985; Slaughter et al., 1988; Lohman, 1986).

 

Ottenuto il valore della densità corporea, è possibile calcolare la percentuale di grasso corporeo attraverso diverse formule (Figura 64).

 

figura 64 – Formule di Siri, Brozek e Rathbun & Pace

 

La misura delle pliche si effettua per mezzo di un plicometro. Il plicometro è un particolare tipo di calibro, nel quale la pressione (generalmente compresa tra 2 g/mm2 e 15 g/mm2) che agisce sulla piega cutanea sollevata è costante e controllata, per non provocare lo schiacciamento del tessuto adiposo.

 

L’esattezza e la precisione del metodo plicometrico per la valutazione del tessuto adiposo sottocutaneo, e di conseguenza della FM, sono influenzate da diversi fattori:

 

  • le capacità manuali dell’operatore
  • il tipo di plicometro
  • la collaborazione del soggetto misurato
  • la scelta delle equazioni di predizione

 

I siti standardizzati per la misura dei pannicoli adiposi sono numerosi e distribuiti su tutto il corpo.
In Europa, secondo le linee guida stilate nel “INTERNATIONAL CONGRESS OF PREHISTORIC ANTHROPOLOGY AND ARCHEOLOGY”, svolto a Ginevra nel 1912, le misurazioni antropometriche vengono eseguite sull’emisoma sinistro.

 

Di seguito sono riportati in lingua originale due punti molto importanti presenti all’interno di queste linee guida:

1. “For paired measurements, it is recommended to operate on the left side…”.
2. “It is very particularly recommended to persons desirous of using anthropometry not to be content with a theoretical study of the measuring processes, to learn them practically in the different laboratories where they are taught.”

 

Vediamo adesso le diverse pliche e come misurarle.

 

Plica Tricipitale

È misurata sulla superficie posteriore del braccio, a metà del braccio sul muscolo tricipite, lungo la linea che va dal processo acromiale della scapola al margine inferiore del processo olecranico dell’ulna; la misurazione viene effettuata con il soggetto in posizione eretta e con il braccio rilassato.

 

figura 64a – Plica tricipitale

 

Plica Bicipitale

Viene misurata sulla superficie anteriore del braccio in corrispondenza della protuberanza del muscolo bicipite, allo stesso livello in cui viene rilevata la plica al tricipite; il soggetto è in posizione eretta con le braccia rilassate.

 

figura 65 – Plica bicipitale

 

Plica Sottoscapolare

Viene sollevata al di sotto dell’angolo inferiore della scapola con inclinazione medio-laterale e dall’alto in basso, secondo un angolo di 45° rispetto al piano orizzontale; il soggetto è in posizione eretta e le braccia sono rilassate lungo i fianchi.

 

figura 66 – Plica sottoscapolare

 

Plica Pettorale

Viene misurata, nell’uomo, nel punto medio tra la piega ascellare anteriore e il capezzolo; nella donna, invece, la misura si effettua considerando 1/3 della distanza tra la piega ascellare anteriore e il capezzolo partendo dalla piega ascellare.

 

figura 67 – Plica pettorale

 

Plica Medio-Ascellare

È misurata lungo la linea medio-ascellare a livello del processo xifosternale e viene sollevata orizzontalmente.

 

figura 68 – Plica medio-ascellare

 

Plica Soprailiaca

Viene misurata lungo la linea medio-ascellare appena sopra alla cresta iliaca; il soggetto è in posizione eretta, piedi uniti e braccia rilassate ai lati del corpo e la misura avviene con inclinazione in direzione dorso-ventrale o posteroanteriore, inclinata seguendo le linee di clivaggio della cute.

 

figura 69 – Plica soprailiaca

 

Plica Sopraspinale

Si trova in posizione anteriore circa 1 cm sopra e 2 cm medialmente rispetto alla spina iliaca; si misura con inclinazione obliqua parallela al margine dell’osso con il soggetto in stazione eretta, piedi uniti e braccia rilassate.

 

figura 70 – Plica sopraspinale

 

Plica Addominale

Si trova in prossimità dell’ombelico (3 cm lateralmente e 1 cm inferiormente).
Il soggetto viene posizionato in stazione eretta con le braccia rilassate lungo i fianchi; il sollevamento di questa plica può essere effettuato sia orizzontalmente che verticalmente.

 

figura 71 – Plica addominale

 

Plica della Coscia

Viene sollevata verticalmente sulla linea mediana anteriore della coscia, a metà della linea tracciata tra la piega inguinale e il margine prossimale della patella.
Nel corso della misurazione il peso corporeo è spostato sull’arto opposto mentre quello su cui viene effettuata la misurazione è rilassato; il ginocchio è leggermente flesso e la pianta del piede è aderente al pavimento.

 

figura 72 – Plica della coscia

 

Plica Mediale del Polpaccio

Si trova sulla faccia mediale della gamba in corrispondenza del punto di massima espansione del polpaccio;

 

figura 73 – Plica mediale del polpaccio

 

Plica Laterale del Polpaccio

Si misura sulla faccia laterale della gamba nel punto di massima espansione del polpaccio.

 

figura 74 – Plica laterale del polpaccio

 

Stima del Grasso Corporeo nei Bambini e negli Adolescenti

Particolare attenzione deve essere posta al grado di precisione della stima del grasso corporeo nei bambini e negli adolescenti ottenuta con la misurazione delle pliche cutanee.
In primo luogo, le equazioni presenti in letteratura scientifica sono state sviluppate su gruppi limitati di bambini (Lohman et al., 1984) senza essere state validate su altri campioni aventi caratteristiche diverse, come ad esempio gli obesi, i soggetti praticanti attività sportiva o con differenti livelli di maturazione.

 

Un secondo problema, che limita la precisione della stima del grasso utilizzando i pannicoli adiposi, è dovuto all’immaturità chimica di alcune componenti biologiche nei bambini.

 

Utilizzando equazioni che si basano sulle costanti individuate negli adulti, si può dunque sovrastimare il grasso corporeo dal 3% al 6% e sottostimare la massa magra (Lohman et al., 1984).

 

Una terza difficoltà che emerge nella stima del grasso nei bambini e negli adolescenti riguarda il cambiamento della composizione della massa magra durante la pubertà (Figura 75).

 

Figura 75 – Composizione della FFM durante la crescita (Forbes, 1896).

 

Per risolvere queste difficoltà, le stime del grasso dovrebbero essere sviluppate a partire da una valutazione della composizione corporea effettuata sulla base del modello molecolare a 4C, piuttosto che del modello tradizionale a due compartimenti.

 

Questo articolo è tratto dal libro Valutazione Antropometrica

 

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