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Dopo la ventesima settimana: perché l’esercizio da supini cambia il ritorno venoso
La domanda In gravidanza senza complicanze l’esercizio è, in linea di massima, auspicabile. Dopo la ventesima settimana, però, una scelta posturale banale — restare a lungo in posizione supina — inter...
La domanda
In gravidanza senza complicanze l’esercizio è, in linea di massima, auspicabile. Dopo la ventesima settimana, però, una scelta posturale banale — restare a lungo in posizione supina — interseca la fisiologia circolatoria. Perché l’ACOG invita a considerare il ritorno venoso proprio in questa fase, e come si collega alla progressiva lordosi e alla calibrazione dell’intensità?
La domanda ha rilevanza pratica: molte progressioni di ginnastica usano il pavimento e posizioni a terra. Senza un criterio fisiologico, si rischia di trattare la postura come dettaglio di comfort, mentre le linee guida ostetriche la collegano a un meccanismo emodinamico preciso.
Meccanismo e indicazioni ACOG
Il Committee Opinion n. 804 dell’American College of Obstetricians and Gynecologists (Physical Activity and Exercise During Pregnancy and the Postpartum Period, aprile 2020; Obstetrics & Gynecology 2020;135:e178–88) ribadisce che, in assenza di complicanze ostetriche o mediche, le donne dovrebbero essere incoraggiate ad attività aerobica e di rinforzo prima, durante e dopo la gravidanza. L’esercizio in gravidanza comporta rischi minimi per la maggior parte delle donne, con possibili adattamenti legati ai cambiamenti anatomici e fisiologici e alle esigenze fetali.
Tra questi cambiamenti, l’aumento di peso e lo spostamento del baricentro producono una lordosi progressiva, con maggiore carico su articolazioni e colonna durante l’esercizio in carico. Sul piano circolatorio, volume ematico, frequenza cardiaca, gittata sistolica e portata cardiaca aumentano, mentre le resistenze vascolari sistemiche diminuiscono: si costruisce così la riserva circolatoria necessaria a madre e feto a riposo e sotto sforzo. Dopo le 20 settimane di gestazione, il mantenimento della posizione supina durante l’esercizio può ridurre il ritorno venoso per compressione aortocavale da parte dell’utero gravido, con possibile ipotensione. È questo il meccanismo che rende la postura da supini, specialmente se prolungata, un punto di attenzione nella programmazione.

Immagine di contenuto dal percorso ATS di ginnastica in gravidanza (didascalia generica).
Per l’intensità, l’ACOG sottolinea che la frequenza cardiaca può risultare meno affidabile come unico marcatore: in gravidanza sono stati descritti sia risposte «blunted» sia risposte normali allo sforzo. È utile quindi ricorrere alla scala di Borg (obiettivo di intensità moderata intorno a 13–14, «somewhat hard») e al talk test: se è possibile parlare durante lo sforzo, è improbabile un’iperintensità. Idratazione, abbigliamento adeguato e attenzione ai segni di allarme restano parte del quadro prescrittivo complessivo. Il documento ricorda inoltre che una valutazione clinica dovrebbe precedere la raccomandazione di un programma, per escludere ragioni mediche che sconsigliano l’esercizio.
Che cosa l’opinione ACOG non dimostra
Il documento non afferma che ogni esercizio da supini sia automaticamente pericoloso in ogni circostanza, né quantifica una soglia temporale unica per ogni donna: invita a considerare la modifica emodinamica dopo la ventesima settimana. Non elimina la necessità di valutazione clinica, soprattutto in presenza di patologie. Non sostituisce il giudizio specialistico nei casi complicati. Non riduce l’esercizio in gravidanza a «solo postura»: aerobica e forza restano raccomandate quando non controindicate. Non fornisce, infine, un elenco chiuso di esercizi «consentiti» o «vietati» da applicare senza contesto clinico.

Copertina del libro ATS «Ginnastica in gravidanza».
Contesto ATS
Presso Istituto ATS esistono un corso e un libro intitolati Ginnastica in gravidanza; sulla pagina del corso compare Valentina Delmonte. Il riferimento serve solo a collocare il tema nella formazione chinesiologica dell’istituto, senza entrare in dettagli commerciali né in proposte di iscrizione.
Collegamento al tema ATS
Dopo la ventesima settimana, la questione del ritorno venoso in posizione supina non è un dettaglio estetico della lezione: è un vincolo fisiologico riconosciuto dalle linee guida ostetriche. Una ginnastica in gravidanza scientificamente orientata tiene insieme promozione dell’attività (aerobica e di forza), monitoraggio dell’intensità (Borg, talk test) e adattamento posturale rispetto alla lordosi e alla compressione vascolare, senza trasformare la cautela in immobilità ingiustificata.
Approfondimento: il corso Ginnastica in Gravidanza di Istituto ATS affronta questi temi.
Fonti
- ACOG Committee Opinion No. 804 (2020). Physical Activity and Exercise During Pregnancy and the Postpartum Period — https://www.acog.org/clinical/clinical-guidance/committee-opinion/articles/2020/04/physical-activity-and-exercise-during-pregnancy-and-the-postpartum-period
